RITI SETTEMBRINI AD OTRANTO

madonna_altomare08Anni or sono accettammo di buon grado l’ínvito di un nostro amico di partecipare, su una sua barca, alla processione a mare della Madonna dell’Altomare. La statua troneggiava in un grande peschereccio accompagnata dalle autorita’locali e da una nutrita banda musicale. Altri battelli si accostavano via via seguendo il peregrinare dell’imbarcazione principale indirizzata quindi verso il porto di Otranto dopo aver gettato tra i flutti una corona di fiori in memoria delle vittime del mareprocessione_e39b5ebe05bc115204b626ed8ab41160
. Nutrite ali di folla di locali e di stranieri incuriositi applaudivano dalla terraferma all’avvicinarsi della singolare processione preannunciata da un sonoro richiamo.
Autorevoli autorita’religiose accoglievano quindi la Vergine
per ricondurla in corteo, via terra, alla chiesetta della Madonna Dell’Altomare, inerpicata in un costone dominante la cittadina.
Chiesetta da non sottovalutare con un prestigioso pavimento a mosaico su cui fluttuano immagini marinare.madonna_altomare_otranto
Ed, ogni anno, la prima settimana di settembre, il rito si ripete.
Splendide luminarie, bancarelle artigianali e non arricchiscono la via principale di Otranto, sommersa per l’occasione, da locali dei paesi vicini ma anche da inglesi, tedeschi affascinati da questi costumi in cui religione e profano si accomunano.
Si narra che i Turchi, sconfitti dagli Aragonesi,fuggendo da Otranto verso la fine del millequattrocento razziarono, tra l’altro, la statua della Madonna, ritenendola , erroneamente, d’oro.
La scultura fini’ in mano di un nobile saraceno.La moglie, stremata dai dolori di un parto imminente,fu informata che le sue sofferenze sarebbero finite non appena la Vergine fosse rispedita tra i flutti ed approdata ad Otranto.
Altri invece raccontano che una giovane resa schiava dal Califfo, rinuncio’alla sua liberta’in cambio di quella della Vergine, trafugata dai Turchi.
E la statua arrivo’su una barca senza equipaggio in porto tra i festeggiamenti della popolazione…images
E qua e la’ tra una bancarella e l’altra zucchero filato e copeta emergono esaltati dalle classiche luminarieLuminarie_06a2aaaa72ea8d1863abf49cdf98c813

OTRANTO vicoli e colori

borgo-antico-di-otranto-1Non ho nessuna voglia di cucinare. Propongo una puntatina a Otranto dovendo inoltre smaltire  il mio sacco di biancheria da lavare. Provvidenziale ! Anche in questa cittadina c’e’una lavanderia a gettone e non solo, chi la dirige , con molta cortesia , mi fa ritrovare dopo un paio d’ore il tutto lavato asciugato e piegato!!!borgo-antico-di-otranto-4 E mi avvio per le viuzze del centro storico di Otranto,stordita e affascinata dalla esposizione  colorata di ceramiche ,da prodotti culinari  in bella vista impacchettati elegantemente, da sandaletti magistralmente realizzati da artigiani locali, da vetrine inondate da artistiche creazioni di gioiellini .

E venditrici appoggiate  agli ingressi chiacchierano, osservano e continuano nella loro cadenza melodiosa…images-5borgo-antico-di-otrantoimages-2

Arrivo in una piazzetta da dove  inerpicandomi su per  gradini e gradini scopro un angolo a dir poco scenografico  e accanto trovo l’ingresso illuminato della storica chiesa di San Pietro e mi  immergo negli splendidi affreschi .borgo-antico-di-otranto-6 All’esterno  ragazzini giocano  sotto lo sguardo attento delle mamme forse ignare di tanta bellezza che le circonda.borgo-antico-di-otranto-2 E accoglienti dehors  di ristorantini si susseguono intervallati da altri scorci ed archi  quasi teatrali  sino all’apparire del porto.otranto La luce settembrina  al quasi calar del sole e al giugere dell’imbrunire irrora l’orizzonte e come su una tavolozza di un artista , un rosso brunito fa da sfondo alla linea delle case e piu’in alto un cielo  blu’scuro s’inerpica e sale.images E sull’acqua  tranquilla del porto su cui si riflettono le illuminazioni che via via si accendono, scoppietta un faro ed ecco apparire una roccia con appoggiato un gabbiano. E analoghi uccelli,in vacanza  li trovavamo anche sul lago di Lugano

E  passando con Francesca, la  mia nipotina allora piccolissima ,inventavamo li per li il racconto di <un gabbiano  partito da Lugano che passando da Milano,  arrivava  ad Otranto per salutarci >e  mi sovvengono  i suoi occhioni  sgranati e la sua esclamazione “d’avvero”!!!

Uscendo dal centro storico sotto l’arco delle mura antiche, le pietre rosacee ormai illuminate da faretti si inseriscono in un cielo blu che via via si attenua  con l’apparire di uno spicchio argenteo di luna e la sua luce si proietta sul verde scuro della vegetazione del giardinetto li’vicino.

Ma si ,fermiamoci ad assaporare un gelato.

Ci sediamoimages-3 sotto un gazebo  affascinati ed emozionati dall’emergere di miriadi e miriadi di colori . Distratti per un attimo dal confabulare di persone  sedute qui accanto, certamente ormai indifferenti nel loro andare di parole e parole, alle meraviglie in cui sono attorniati,rientriamo al villaggio con questo bagaglio di immagini.

Milano e’ancora lontana…otranto-1

SCOPRENDO IL SALENTO

 

Santa Cesarea Terme (Foto di Chiara e Sergio)

Santa Cesarea Terme (foto di Chiara e Sergio)

Un altro scorcio di Santa Cesarea Terme  (foto di Sergio e Chiara)

Un altro scorcio di Santa Cesarea Terme (foto di Sergio e Chiara)

 

Entrando in un museo,

soffermandoci di fronte ad ogni immagine e guardando  con attenzione i particolari effigiati, la luce e i colori , in noi le emozioni si accavallano: stupore, meraviglia, gioia, serenita’.

E’ l’arte. 

E un paesaggio naturale splendido come quello che ci offre il Salento cos’e’se non arte allo stato puro?

Col clima dolce, e senza fretta, si puo’scoprirlo  ed apprezzarne maggiormente le bellezze. Il periplo piu’ affascinante , in macchina, inizia da San Cataldo, ed ecco   un susseguire  di calette, baie, piccoli lidi sabbiosi, insenature, il tutto accarezzato dalle acque cristalline,  azzurre, verde smeraldo, blu. dell’Adriatico.  E lo sguardo spazia serenamente su queste visioni. Dopo Otranto , porto delizioso ,  la strada si inerpica verso l’angolo piu’ orientale d’Italia. Alimini Sett 2009 084

La costa degrada verso l’insenatura dell’Orte dove , il grande attore scomparso Carmelo Bene, pare volesse spargere le sue ceneri. Ma questa e’un’altra storia

E via  proseguendo , ci viene incontro un paesaggio brullo , quasi lunare, affascinantissimo. Il profumo del mirto,mescolato a quello di altre piante della macchia mediterranea, ci preannunciano (l’approdo di Enea?) Porto Badisco .

Porto Badisco

Porto Badisco

E con un percorso a saliscendi, costeggiato da uno strapiombo, appare Santa Cesarea Terme, gia frequentata dai romani, e  il blu del mare domina l’orizzonte, lo spettacolo naturale e’ incantevole. L’emozione di fronte a tanta bellezza ci attanaglia la gola, il paesaggio, con tutta la sua maestosita’ prosegue incontrando Castro, antico accampamento dei romani, la cui parte storica, domina l’insenatura.

  Tricase porto

Tricase
porto

E Tricase, e accompagnati da oleandri, ulivi, fichi d’india e sulla destra da una collina avvolta nella macchia mediterranea, arriviamo a Santa Maria Di Leuca, dove una linea spumeggiante disegna l’incontro dei due mari:Adriatico e Ionio.

Gallipoli

Gallipoli

La costa proseguendo si modifica, offrendoci un nuovo spettacolo, quasi per non annoiarci, con acque azzurrissime da far invidia alle Maldive.

Santa Caterina  Nardo'

Santa Caterina
Nardo’

Arriviamo a Gallipoli, Santa Maria al Bagno, Santa Caterina, Porto Selvaggio…

Porto Selvaggio   Nardo'

Porto Selvaggio
Nardo’