DOVE E’ MIA FIGLIA ?

      Simona Tedesco      direttore del mensile                 Dove

Simona Tedesco
 direttore anche  del  mensile
Dove

Dopo il settimo squillo, scatta inevitabilmente la segreterie telefonica; ma ho già lasciato tre messaggi e quando finalmente Silvia risponde <  Ma va tutto bene? > chiedo < Si, ma sono stanchissima >…

< Ti ho cercata questa mattina, ma non hai risposto al cellulare >, dico ad Antonella appena rientrata dai corsi all ‘Umanitaria .< Oh, scusami, il telefono era sul fondo della borsa e non l’ho sentito>

Da giorni la quotidiana chiacchierata con Simona, quasi terapeutica per entrambe, si è notevolmente ridotta. Il nuovo impegno per dirigere Dove, giornale di turismo , la sta assorbendo: compariranno nuove rubriche   per evidenziare i luoghi di maggiore attualità chiarendo tendenze di costume, di cultura  e di politica. La copertina  ora arrivata in edicola è dedicata alla Grecia di Tsipras.

Tutte queste informazioni me le racconta ultimamente telefonandomi all’ una di notte rientrando dalla Rizzoli < Stai facendo orari da minatore della Sulcis, com’ è possibile? >  < Non ho solo questo impegno, ti ricordi? >.. . Ed allora ripenso al primo numero di Dove degli anni novanta fondato da Luca Grandori, un grande maestro nella cui redazione Simona ebbe la fortuna di lavorare ed a scarpinare in giro per il mondo, alla ricerca di informazioni mirate, segrete, da scovare sul posto come voleva l’allora direttore.

Ed andando ancora nel passato, per poco non mi venne un infarto allo squillo di quella telefonata di Simona < Sono in Alabama , sono appena scesa dall’ aereo ,sono le due di notte, c’è solo un omone di colore con un unico taxi, che dici, mi fido?  lo prendo? >

E quando invece allegramente mi illustrava tuttto il percorso in California, quello stesso girato dal telefilm “Magnum P.I.” rischiando una multa per eccesso di velocità e per non rispettare la distanza di sicurezza, con una macchina appena noleggiata, mentre emozionata si dirigeva da un famosissimo disegnatore dei personaggi di Walt Disney.

E quando rientrò dalla Cina dopo aver visitato il paese in lungo e in largo, da zone ancora medievali a città più moderne, mi annunciò di essere in attesa di un baby.

< Da quando lo sai? > < L’ ho scoperto la mattina stessa in cui sono partita > Aggiunse tranquillamente

<  L’abbraciai quasi piangendo dalla felicità non nascondendole l’ incoscienza con cui aveva affrontato quel viaggio .

< Simona, dopo aver girato per settimanali, mensili, radio, siti web, sei tornata, dirigendolo, a Dove, sei tornata a casa e , come dici tu, è un ritorno al futuro >.

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Dal DISCO al VIDEO su YOUTUBE

Bob Dylan

Bob Dylan

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Oggi i giovani talentuosi hanno varie possibilita’per emergere.

L’innimaginabile inutilita’del disco e’divenuta una realta’. E’la fine di un’epoca e non solo musicale.

Un ragazzo non deve piu’convincere  un’etichetta discografica per pubblicaree un cd.

Si costruisce un video e lo  mette in rete. Questa e ‘la chiave per accedere all’Olimpo popolare, e non solo musicale.

Addio ai negozi  di dischi, sempre piu’spesso i ragazzi  mettono in scena da soli il loro debutto nella Rete.

Si diventa una star con un pezzo d’arte da guardare tra YOUTUBE e Twitter:

basta una canzone e un video performance ad accompagnarla. E’una rivoluzione visuale.

Il video e’importantissimo e se uno produce qualcosa di bello, di nuovo e di avanguardia, YOUTUBE diventa   come la radio di cinquant’anni fa.

Gli artisti di una volta dipendevano dalle etichette disco grafiche e dai video firmati da importanti registi ed  esosi fotografi imposti dai manager.

Con milioni di clic <Internet> ha trasformato una generazione e tutto cio’e’un sinonimo di liberta’.

Anche i big ormai si immergono in rete: Ne e ‘un esempio il video che riassume la biografia di Bob Dylan.

Oggi un video che abbia la forza di diffondersi in rete per le sue qualita’e’determinante per l’avanzamento di una carriera. Ormai se hai successo on line, puoi rinunciare al disco e alla radio.

Infatti esiste un sito web  che permette ai musicisti di  promuovere e distribuire la loro musica.

Il biglietto d visita per un musicista pop  ora e’il video.