LA MIA AFRICA

      MASAI DEL KENYA

MASAI DEL KENYA

 Partimmo alcuni anni fa, irrigiditi dai rigori milanesi, per il Kenya. Scendemmo a Nairobi avvolti da una temperatura  talmente torrida da farci mancare il fiato. L’ agenzia specializzata in tour africani ci imbottigliò in un pulman , da residuato bellico, direzione Malindi. Attraversammo un rigagnolo  o forse un fiumiciattolo dove erano in attesa, ammassate, frotte di donne musulmane  completamente ricoperte da drappi neri da cui emergevano sguardi scintillanti altrettanto scuri. Ciascuno di noi sudato, arrossato e stremato dal caldo pregustava all’arrivo un immediato tuffo in quello splendido mare pittoresco  così ben effigiato dai depliant. Il villaggio era veramente di alto livello. Camere eleganti e comode dotate di ogni confort sprattutto fortemente rinfrescate da una provvidenziale aria condizionata. Un ristorante open-space ricoperto da un tetto tipicamente africano, offriva  ogni ben di Dio col sottofondo dolcissimo musicale di un pianista evidenziato da un faretto angolare. Camerieri nerissimi,  azzimati dalle chiome impomatate e con divise colorate si affannavano,  dietro un bancone -bar circolare nell’ offrirci bevande rinfrescanti. Ed io pronta per un tuffo…

Ma…

Il mare si era ritirato per la bassa marea e che bassa marea: potevi camminare per metri e metri in un fondale limaccioso. E per tutta la settimana non sarebbe riemerso. Mi consolai  guardano il panorama bellissimo: la natura lussureggiante ci circondava e sino alla spiaggia emergevano alberi ed alberi giganteschi fioriti.chiacchiere-masai.T560

Ed un gruppo di Masai alti slanciati ricoperti da drappi rosso blu per evidenziare la loro bellezza, apparvero con le loro collane piatte decorate da perline multicolori e spirali di rame ai polsi e alle caviglie e i lobi delle orecchie allungati da pesanti ornamenti

Una giovane coppia italiana, direttori del villaggio, ci riunì per informarci della enorme diffusione di AIDS e quindi di diffidare delle numerosissime” offerte” di ragazzine e ragazzini presenti ovunque e ad ogni ora.

Ed aggiunsero < Qui si viene per il safari!>

   TZAVO

TZAVO

Ci consolammo della mancanza del mare tuffandoci nelle modernissime piscine.

Avevano ragione. La settimana seguente su un gippone guidato da un allegro e perennemente sorridente ex bracconiere locale, ci inoltrammo nello Tsavo.

Ed ecco finalmente la mia Africa!images-1

Si progrediva e l’orizzonte si espandeva all’infinito; animali di ogni specie scorrazzavano per niente impressionati dalla nostra presenza, Gnu, Zebre, Giraffe, Leoni,  Leonesse con cucciolate accanto ci offivano la loro esistenza in piena libertà  vagando nello spazio senza limiti sicuri di non essere disturbati.images-2

Per una settimana trascorremmo serate e notti nei lodge, eleganti  alberghi ,lasciati dal passaggio degli inglesi  dove al calar del sole,  giravano valletti con cartelli su cui si leggevaimages-4

<Silenzio, non disturbate gli animali> e ci condussero quindi lungo un sottopassaggio al  termine del quale  delle piccole vetrate   ci permettevano di assistere, all’imbrunire, al sopraggiungere verso un grande bacino d’ acqua, di tutti gli animali dai più piccoli agli enormi elefanti seguiti dalla prole, per abbeverarsi .

imagesE il ricordo di questo spettacolo e di quei  colori intensi del cielo africano al calar della luce ancora  oggi, dopo tanto tempo,  mi emoziona.images-6

E’  il mal d’ Africa!!!images-5

Ed andammo per spazi e spazi sino ad inerpicarci in camere costruite altissime su dei piloni  per ascoltare il ruggito di leoni di passaggio durante la notte.E la nostra guida  locale ,come da promessa, alle cinque del mattino ci svegliò <Scendete, veloci, vedrete il ghepardo> ghepEd eccolo l’ incontro ravvicinato  con questo meraviglioso  velocissimo animale :per un attimo parve mettersi in posa per noi per poi volar via nel suo mondoGhepardo

Attraversammo villaggi con bambini fortunati in divisa di ritorno dalla scuola di missionari. Ed arrivammo in  capanne di fango dove la miseria più nera  perdurava nel tempo e fanciulli  affamati , sporchi con moncherini al posto delle braccia chiedevano e chiedevano…images-3

Mi sentivo angosciata e impotente di fronte ad una simile realtà. E capisco i barconi strapieni di una umanità sfruttata pronta a morire  per attraversare il Mediterraneo alla ricerca di  un futuro diverso…

Ma questa è un ‘altra storia…

OTRANTO vicoli e colori

borgo-antico-di-otranto-1Non ho nessuna voglia di cucinare. Propongo una puntatina a Otranto dovendo inoltre smaltire  il mio sacco di biancheria da lavare. Provvidenziale ! Anche in questa cittadina c’e’una lavanderia a gettone e non solo, chi la dirige , con molta cortesia , mi fa ritrovare dopo un paio d’ore il tutto lavato asciugato e piegato!!!borgo-antico-di-otranto-4 E mi avvio per le viuzze del centro storico di Otranto,stordita e affascinata dalla esposizione  colorata di ceramiche ,da prodotti culinari  in bella vista impacchettati elegantemente, da sandaletti magistralmente realizzati da artigiani locali, da vetrine inondate da artistiche creazioni di gioiellini .

E venditrici appoggiate  agli ingressi chiacchierano, osservano e continuano nella loro cadenza melodiosa…images-5borgo-antico-di-otrantoimages-2

Arrivo in una piazzetta da dove  inerpicandomi su per  gradini e gradini scopro un angolo a dir poco scenografico  e accanto trovo l’ingresso illuminato della storica chiesa di San Pietro e mi  immergo negli splendidi affreschi .borgo-antico-di-otranto-6 All’esterno  ragazzini giocano  sotto lo sguardo attento delle mamme forse ignare di tanta bellezza che le circonda.borgo-antico-di-otranto-2 E accoglienti dehors  di ristorantini si susseguono intervallati da altri scorci ed archi  quasi teatrali  sino all’apparire del porto.otranto La luce settembrina  al quasi calar del sole e al giugere dell’imbrunire irrora l’orizzonte e come su una tavolozza di un artista , un rosso brunito fa da sfondo alla linea delle case e piu’in alto un cielo  blu’scuro s’inerpica e sale.images E sull’acqua  tranquilla del porto su cui si riflettono le illuminazioni che via via si accendono, scoppietta un faro ed ecco apparire una roccia con appoggiato un gabbiano. E analoghi uccelli,in vacanza  li trovavamo anche sul lago di Lugano

E  passando con Francesca, la  mia nipotina allora piccolissima ,inventavamo li per li il racconto di <un gabbiano  partito da Lugano che passando da Milano,  arrivava  ad Otranto per salutarci >e  mi sovvengono  i suoi occhioni  sgranati e la sua esclamazione “d’avvero”!!!

Uscendo dal centro storico sotto l’arco delle mura antiche, le pietre rosacee ormai illuminate da faretti si inseriscono in un cielo blu che via via si attenua  con l’apparire di uno spicchio argenteo di luna e la sua luce si proietta sul verde scuro della vegetazione del giardinetto li’vicino.

Ma si ,fermiamoci ad assaporare un gelato.

Ci sediamoimages-3 sotto un gazebo  affascinati ed emozionati dall’emergere di miriadi e miriadi di colori . Distratti per un attimo dal confabulare di persone  sedute qui accanto, certamente ormai indifferenti nel loro andare di parole e parole, alle meraviglie in cui sono attorniati,rientriamo al villaggio con questo bagaglio di immagini.

Milano e’ancora lontana…otranto-1

SOLITUDINE e… Malinconia

MODERNA SOLITUDINE

MODERNA SOLITUDINE

Arrancando sui tacchi arrivo alla fermata dell’autobus in tempo per farmelo scappare sotto il naso.”Non si preoccupi a quest’ora arrivano frequentemente”, mi informa la vocina di un’anziana seduta sotto la pensilina . Un mezzo sopraggiunge ma non e’quello che mi serve; e attendiamo…
“Ora , guardi e’ il nostro’ la informo.””Grazie , no , io sono qui per far passare il tempo”…solitudine per anziani

Per un viottolo tranquillo , incrociamo un anziano. Ci saluta e ci intrattiene almeno per mezz’ora, raccontandoci un bel po’ della sua vita.

solitudine al tramontoAveva necessita ‘urgente di  di comunicare…

Una panchina ristoratrice ci accoglie, e li vicino una persona sola non vede l’ora di coinvolgerci nella  sua solitudine.

La solitudine puo’ essere una cella intollerabile, ci sono dei momenti in cui mal  si sopporta.bimba in solitudine

Einstei pero’ affermava di non trovarsi a suo agio tra la gente: era un genio non poteva distrarsi; ma anche per noi poveri mortali, momenti silenziosi e solitari possono diventare dei nidi per i pensieri.

solitudine e musica

solitudine e musica

E con l’avanzare dell’eta’ se non si sono coltivati sentimenti, affetti col calore umano, l’aridita’ si accompagna all ‘esaurirsi dei rapporti .solitudine-gatto1

E l’assenza di compagnia, puo’  a volte  sfociare in una ricerca di pace interiore?

Al ristorante una coppia a noi vicina , appena seduta, sprofonda in un silenzio smemorato, pur vicini, sembrano l’uno dall’altro lontanissimi.

E’un male moderno,che avvolge l’uomo in un vuoto senza fondo: le gioie non condivise muoiono.

Felicita' nella solitudine

Felicita’ nella solitudine

Ma Gustav Jung affermava ‘la solitudine e’per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta”.